Tuffi dal Trampolino (A cura di Sergio Focardi)
In alcune gare di tuffi dal trampolino, gli atleti si lanciano in alto dalla piattaforma in posizione pressoché verticale, si rannicchiano e poco prima di entrare in acqua si distendono nuovamente. Nella fase in cui sono rannicchiati ruotano velocemente attorno a un asse orizzontale; la velocità di rotazione si riduce drasticamente nel momento in cui riassumono la configurazione distesa. Il punteggio che viene attribuito dai giudici di gara dipende dalla perfezione con cui questi movimenti vengono effettuati. Va subito detto che nel momento in cui si staccano dal trampolino devono essersi impressa una velocità di rotazione; se così non fosse non riuscirebbero a ruotare rapidamente rannicchiandosi. Il moto di questi atleti è ben giustificato dalla fisica sulla base del principio della conservazione del momento angolare. Esso afferma che se un sistema è isolato (non più a contatto col trampolino, per esempio) il momento della quantità di moto, che dipende dalla velocità di rotazione e dalla distribuzione delle masse attorno all’asse di rotazione, resta costante. Quando l’atleta si rannicchia, le masse del suo corpo si avvicinano all’asse di rotazione, provocando un aumento della velocità di rotazione; quando si ridistende le masse si allontanano dall’asse di rotazione producendo una diminuzione della velocità di rotazione. |
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