I raggi X e la Medicina I raggi X sono radiazioni elettromagnetiche di lunghezza d’onda compresa approssimativamente tra 10-8 e 10-12 metri. Nello spettro elettromagnetico sono collocati fra la radiazione ultravioletta (meno energetica) e la radiazione gamma (più energetica) Vengono prodotti inviando elettroni accelerati con differenze di potenziale dell’ordine dei centinaia di kvolt contro materiali ad elevato numero atomico. Il frenamento degli elettroni produce una accelerazione che è responsabile della emissione della radiazione. Questa radiazione, nel passaggio da un tessuto ad un altro, non subisce riflessioni, né deviazioni. Viene assorbita in modo diverso dai vari tessuti: le ossa assorbono i raggi X in misura maggiore rispetto al tessuto molle. Con una lastra fotografica posta dopo il paziente è possibile visualizzare la struttura geometrica delle regioni che hanno assorbito la radiazione mettendo in evidenza difetti della struttura ossea (ad esempio fratture). Indagini sulle parti molli (ad esempio, apparato digestivo e apparato urinario) possono essere effettuate con i raggi X somministrando al paziente un liquido di contrasto, ad elevato numero atomico, in modo da rendere visibili i confini del volume occupato dal liquido (per esempio solfato di bario per analizzare la forma interna del tubo gastrointestinale). Informazioni più dettagliate possono essere ottenute utilizzando sempre i raggi X, ma non le lastre fotografiche come rivelatori: si tratta della TAC (acronimo di tomografia assiale computerizzata) che è una radiografia squisitamente digitale. L’esame radiologico pur essendo incruento, non è esente da rischi. I raggi X nell’attraversare i tessuti del corpo umano depositano lungo il loro cammino una parte dell’energia posseduta producendo danni irreversibili nelle cellule viventi. La dose assorbita, che è l’energia depositata per unità di massa, è una quantità che riassume convenientemente il fenomeno. |
||