ECOGRAFIA
Il principio di funzionamento dell' ecografia si basa su un fenomeno fisico elementare ben noto per la sua semplicità: se trovandosi in una valle in mezzo a montagne si emette un grido verso una parete, alcuni secondi dopo si percepisce l’eco. L’onda sonora propagatasi mediante oscillazioni dell’aria si è riflessa sulla parete: poiché il ritardo con cui ci perviene il segnale riflesso è dovuto al tempo che il segnale sonoro ha impiegato nell’andata e nel ritorno, conoscendo la velocità del suono si può calcolare la distanza dalla parete. Con la stessa tecnica si costruiscono le mappe dei fondali marini misurando il ritardo con cui perviene alla nave l’eco del segnale emesso verso il basso e si possono gettare le reti quando si individua un banco di pesci. Per le applicazioni mediche, lo strumento funziona utilizzando una sonda, che il medico mantiene a contatto della pelle muovendosi nelle vicinanze dell’organo da studiare. L’emissione dell’onda viene provocata da un segnale elettrico che comanda un trasduttore piezoelettrico. L’onda riflessa, che ha origine sulle superfici di discontinuità, ricevuta dal trasduttore genera un segnale elettrico ritardato rispetto a quello che ha innescato il processo. Le frequenze degli ultrasuoni utilizzati sono comprese fra un milione e venti milioni di oscillazioni al secondo e la penetrazione dell’onda all’interno del paziente è di una ventina di centimetri. L’analisi temporale dei segnali riflessi rispetto a quello iniziale permette di ricostruire sullo schermo di un calcolatore le immagini delle superfici riflettenti che costituiscono le superfici che limitano gli organi esplorati. Si tratta di una tecnica non invasiva senza alcun dolore per il paziente. Non risultano effetti dannosi prodotti dalla esecuzione di ecografie. |
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