RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE
Il funzionamento dei sistemi RMN si basa su tre importanti leggi o proprietà fisiche: 1 la radiazione luminosa emessa dai sistemi è proporzionale a quella assorbita (un tessuto che assorbe prevalentemente la luce di colore verde emette nel verde e appare di questo colore) 2 un ago magnetico che si trova in un campo magnetico esterno si allinea con il campo in modo da assumere la posizione di minima energia; se riceve l’esatta energia necessaria può ruotare di 180 gradi per ritornare in seguito allo stato iniziale 3 i protoni, costituenti del nucleo di idrogeno si comportano come piccoli aghi magnetici nucleari. Lo strumento con cui viene eseguita la RMN è costituito da un magnete superconduttore che genera un campo di elevata intensità, circa 100000 volte maggiore di quella del campo magnetico terreste all’interno di un tubo cilindrico in cui viene inserito il paziente. Ciò produce un allineamento con il campo degli aghi magnetici dei protoni. Inviando un’onda radio di opportuna frequenza si verifica l’assorbimento da parte dei magneti che ruotano di 180 gradi e la successiva riemissione dell’onda quando i magneti tornano ad essere allineati. L’onda viene captata dalla stessa antenna con cui è stata emessa. Perché lo strumento possa dare informazione sulla posizione spaziale occupata dai protoni occorre che il campo magnetico dipenda dalla posizione: ciò si ottiene con un secondo campo magnetico meno intenso del precedente che ne modifica localmente il valore. Il segnale inviato dall’antenna contiene un largo spettro di frequenze in modo da ottenere risposte da protoni posti in posizioni diverse: si ottiene in questo modo un mappa spaziale della posizione occupata dai protoni e quindi dall’acqua. L’analisi è non invasiva e priva di rischi: non può essere eseguita se il paziente ha impiantati materiali ferromagnetici. Alcune persone soffrono di claustrofobia nel dover rimanere per decine di minuti all’interno del tubo in uno spazio angusto. |
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